Scrivere è baciar(ti)e con la mente.

Lei non era matta, era una creatura fatta in un momento in cui Dio semplicemente non aveva voglia delle solite donne in serie, gli era venuta la vena poetica e l’aveva creata.

- Milena Agus // Mal di pietre.

Miei (bellissimi) followers:

Da oggi in poi mi troverete anche (e probabilmente più spesso) sull’altro Tumblr, alias  seicentoventottovoltetiamo, in cui ho deciso di citare di meno e scrivere di più. Insomma, più me in quello che mi rende più autentica: l’amore.

#followatemi! 

Ti guardo, la tua testa sfiora la mia spalla. Te lo sto per chiedere in mezzo alla strada. Te lo sto per chiedere e tu sorridi. 
Coraggio”, dici. Io non so se c’è in me una qualche voce segreta, ma se c’è tu sai ascoltarla. E allora te lo chiedo, piano.
Mi vuoi sposare?“ 
Mi abbracci ed è l’unica risposta che non ho previsto. Non abbracciarmi, dimmelo, e chiaramente. Niente scherzi stavolta, non dire “sì” come se fossi triste e non dire “no” ridendo. Dimmelo e subito. 
So che non sarà per tutta la vita come adesso, che ti chiederò di abbassare il volume dello stereo perché sto lavorando e tu lo alzerai di una tacca a ogni mio “per favore”. 
Mi piacerà quando ti preoccupi e mi piacerà farti preoccupare per avere conferme. Userai una mia confidenza per ferirmi, mi pentirò di avertela fatta e ti odierò perché mi conosci. Quando mi accorgerò di aver sbagliato ti sarò più vicino: sarà il mio modo di chiedere scusa. Se avremo una figlia che verrà a svegliarci in piena notte convinta che ci sono i mostri io continuerò a dormire, tu le chiederai “dove?”. 
Di una tragedia farai una sciocchezza, di una sciocchezza una tragedia, faremo il gioco dell’abbandono senza saperlo fare, con valige semivuote, tre mutande una maglietta e la minaccia di non tornare più indietro: più faremo i forti più saremo deboli. 
So che non rilaverai l’insalata che al supermercato ti vendono come lavata, e che resterai nella vasca da bagno finché i polpastrelli non ti si arricciano. 
So che non sarà per tutta la vita come adesso. Ma so che se adesso non ti chiedo di sposarmi passerò tutta la vita a immaginare come sarebbe stato. Indietro non è più possibile. Dimmelo, e chiaramente: non si risponde con gli abbracci, si risponde con le parole. 
E’ un sì?’”
Sì.”, e ti chiedo di ripeterlo tante volte che non si può cancellare.

- Giulia Carcasi // Tutto torna.